Anzio - Coppa Italia J24 2011

Coppa Italia J24 2011 ad Anzio, un appuntamento così importante e così vicino
Imperdibile
Non si parte certo con i favori del pronostico come usa dire la stampa specializzata e neppure come degli outsider.
Si corre per passione, per imparare, perchè è divertente.
Si corre perchè nella vela molto è già scritto ma non proprio tutto.
Delle insidie abbiam detto spesso, è un gioco di uomini e vento ed il vento (molto meno spesso degli uomini di quanto si creda) si diverte a mischiare le carte sovvertendo ogni pronostico.
Leggere degli iscritti (per chi fa parte di questo piccolo circo) mette i brividi.
Al via i migliori della categoria, tra cui diversi campioni italiani, compresi i campioni in carica.
Degli altri equipaggi, molti si sono arresi all'ultima boa, inchinandosi a costoro all'ultimo salto di vento.
Noi ce la mettiamo tutta e la prima giornata ci sorprende la mattina presto a lisciare (carta vetrata 1000 e olio di gomiti) la nostra piccola ferrari per renderla più scorrevole sull'acqua.
Le barche avversarie nel frattempo fan già bella mostra di se' lungo la banchina "nobile" del porto, in un allineamento perfetto, con tanto di gran pavese, bianchissime sotto ai gazebo bianchissimi dell'accoglienza: insieme fanno tanto Valencia che ti vien da chiedere: dove sono quelli di Luna Rossa?
Il meteo annuncia tre giornate soleggiate con vento leggero e non sarà smentito.
Un problema per noi, la nostra vecchietta da sempre da' il meglio di se' un po' più su, mentre con venti troppo leggeri o troppo decisi dimostra un insofferenza di base ai nostri sforzi di regolarla per queste condizioni.
Pronti via e dopo un ora e un po', tra virate, incroci e strambate vissute con intensità, il primo al traguardo è il campione italiano 2007, il secondo è quello in carica, il quarto è il vincitore della scorsa edizione ed i sesti... siamo noi!
Meglio non dirgli che nel corso della regata abbiamo sofferto di un problema alla drizza del genoa, che in un paio di occasioni è precipitato in coperta: un po' come spegnere il motore ad una formula 1 lanciata in rettilineo...
Osservando la fila di barche che abbiamo regolato in volata all'arrivo, ci sarebbe già da commuoversi.
Gli amici della Flotta di Roma attaccano con gli sfottò; da quale pusher ci siamo riforniti e quanto dura l'effetto?
Ahimè molto molto poco
Correremo sette regate in totale e partiremo male, a volte malissimo nelle restanti sei.
In una colpevoli, verremo centrati dalla prua di un avversario in piena velocità che aprirà un buco grosso come un arancia, nell'unico punto della poppa dove Deia per fortuna è più resistente.
Come in un telefilm americano, il medico avrebbe sentenziato del proiettile passato a un centimetro dal cuore
Un palmo più in là e ci avrebbe strappato il timone irreparabilmente, uno più in qua......
Rientreremo dietro la linea di partenza che avevamo superato in anticipo, ci autopenalizzeremo per l'errore compiuto e danzeremo come previsto due giri di valzer (in gergo due tre e sessanta), avremo paura di essere squalificati e ci verrà voglia di saltare la prova, ripartiremo buoni ultimi senza convinzione, con un abisso di distacco e in una sorta di trance, continuando a ripensare all'accaduto per tutta la prima bolina.
Poi, ripreso colore e calore, spareremo un bordo di poppa strepitoso ed una seconda bolina senza errori ci porterà di nuovo a ridosso della flotta.
Avremo ancora rabbia in corpo ed un bordo per attaccarne la retroguardia ed all'arrivo avremo recuperato otto posizioni.
Alla domanda dei numerosi passanti, appassionati o semplici curiosi risponderete che no, quelli di Luna Rossa questa volta non si son visti, ma se osservano bene, proprio ora, all'imboccatura del porto stanno giungendo quelli di Luna di Traverso!
Si riconoscono per un bel cerottone d'argento sul fianco destro e per la nuvoletta temporalesca che li accompagna, la sola, in una splendida giornata di mare.
Per lacronaca ci piazzeremo infine in quattordicesima posizione, retrocedendo via via dal decimo conquistato alla fine del primo giorno.
Considerati i presupposti di questa avventura, la fiammata iniziale e la prova d'orgoglio di cui è valso la pena raccontare, si potrebbe altalenare indecisi tra l'occasione perduta e la prova sfortunata ma dignitosa e di fatto, depennata la sfortuna, è stata proprio così.
Ed in tal senso è necessario riconoiscere allo stesso tempo la forza degli avversari e gli aspetti che dobbiamo migliorare per competere con loro più da vicino ed in modo meno casuale o fortuito.
E allora perchè, consapevoli di tutto questo.....
CIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODECIRODE........
Ultimo aggiornamento (Lunedì 26 Settembre 2011 22:16)



