Anzio - Dove eravamo rimasti?
Ci eravamo lasciati con la partecipazione (non proprio indimenticabile) alla Coppa Italia di categoria (J24 - ndr.) - Riprendiamo scrivendo della prima giornata del Campionato Invernale che ha preso il via Domenica 16 Ottobre nelle acque anziati.
Prima però annotiamo del Trofeo Straripa, anche qui prima giornata, competizione dedicata alle nuove leve, il sabato una volta al mese fino a fine Febbraio.
Tre regate, 1°-2°-3° posto, la classifica arride ai ragazzi assegnati dal caso alle nostre cure:
Primi overall!
Avranno di che festeggiare.
Informazioni e classifiche di questa divertente iniziativa al seguente indirizo:
Trenta barche iscritte all'invernale dunque, ventisei al via:
più dell'anno scorso, più forti, più competitive, più tutto.
Più dura.
Abbiamo studiato!
Le partenze in particolare, nota stonata di cui s'è parlato nell'ultima corrispondenza.
E s'è lavorato per ripristinare le "ferite" rimediate in quella circostanza.
La giornata è di quelle che mettono a dura prova i posaboe del comitato di regata, all'inseguimento di un vento leggero ed instabille che gira gira....
Occorre pazienza, un ora abbondante e qualche nodo in più, prima che acquisti un minimo di stabilità, oscillerà comunque senza sosta attorno a sud sudovest facendo impazzire i tattici.
Ci siamo riproposti di partire in barca comitato, precisi sul timing, veloci e liberi da coperture....
Nient'altro?
Si, davanti...
... non è un idea molto originale, osservando gli avversari che prendono posizione negli ultimi 60 secondi, non è che avranno avuto la stessa idea?
Tutti!
Grida e "sportellate": ci vuole fiducia, qualche varco si apre sempre all'ultimo istante, basta saperlo cogliere (facile a dirsi..) per cui attendiamo fino alla fine, leggermente defilati.
A una ventina di secondi dal via acceleriamo decisi, apparentemente contro un muro di avversari.
Pronti a schivare...
Si apre si apre, è solo un desiderio e tuttavia non rimane inascoltato.
Le barche un po' in anticipo o un po' lente poggiano quanto basta ed il "pertuso" si materializza davanti a noi proprio tra l'ultima barca al vento e barca comitato.
Che strano.. ...non sarà che il lato buono è quell'altro?
Se è così è troppo tardi per cambiare...
Ci infiliamo lesti ed amen, dubbi ne vengono sempre, se li ascolti tutti fai prima a tornare a casa. Attraversiamo la linea di partenza solo con qualche secondo di ritardo.
Mi scopro spesso a dilungarmi nei dettagli delle situazioni di cui racconto e solitamente, le righe che scorrono veloci, dominano e limitano la possibilità di fornire un resoconto completo degli eventi, nello spazio che sembra lecito e sopportabile utilizzare.
Non so se sia bene e certo la cronaca ne soffre, ma non riesco ad evitarlo.
Nel voler rappresentare tutti gli elementi che ho percepito intorno a me, dei miei pensieri e di quelli dei miei compagni e finanche degli avversari, oltre che delle nostre e delle loro attese soddisfatte o frustrate, ritengo che abbia parte il preferire trasmettere una sola immagine nitida ed intensa piuttosto che una sequenza sintetica ma sfocata.
O almeno così mi pare.
Mi piacerebbe che le parole avessero la forza di evocare le immagini, immagini personali in cui ritrovare le sensazioni, per poi scoprire che sono le medesime di chi le ha vissute.
Occorrerebbe tuttavia uno scrittore con il giusto talento ed io sono solo un tentato prodiere, tentato e da domenica pure un po' ammutinato!
Sì perché succede che alla fine della seconda regata, approssimando la boa al termine dell'ultima poppa, mi rifiuto di eseguire un abbattuta, al tempo dettato dal mio skipper, ritardandone l'esecuzione e contravvenendo in un tutt'uno ad uno dei fondamenti assoluti di chi va per mare ad ogni titolo, per passione o per professione.
Non è affatto importante il dubbio che la mia valutazione possa essere stata corretta ne' tanto meno lo è stato l'aver perso una posizione od il fatto che possa esser stato causato dal mio rifiuto.
Ci ho pensato molto e non è così trascurabile ne' irrilevante, ne' penso di esagerare a sentirmi un po' abbacchiato.
Ritengo di avere sbagliato e ne ho voluto scrivere perché vorrei che chi leggesse considerasse questa autocritica molto sincera e molto seria.
La volontà di scusarmi con i miei compagni ed un esortazione a non incorrere nello stesso errore per tutti gli altri.
Due elementi, tra i più importanti di questo sport, considerato che non sempre si svolge in condizioni da "scampagnata", sono la fiducia ed il rispetto del ruolo.
Il mio ruolo è lì davanti, spesso spalle ai miei compagni non li vedo, ma avverto le loro manovre eseguite in un modo inconfondibile che conosco perfettamente e che da' certezza alle mie, dalla cui tempestività pure essi dipendono.
In tempi tutto sommato non troppo lontani, il fedifrago avrebbe subito una punizione esemplare!
Giro di chiglia o giro di pacchero (con cozze pecorino e ruchetta)?
La seconda vi sembra un po' troppo blanda?
Forse dovremmo peggiorarla?
La praticheremo in forma di supplizio, con il punito ad offrire e a guardare! (e tutti sanno quanto li adori)
Ecco, l'alfa e l'omega di questa giornata, nel mezzo due regate in cui non siamo stati perfetti (né fortunati), l'unico modo che al momento ci consentirebbe di ridurre il gap tecnologico allo scopo di rimanere stabilmente tra i primi dieci.
Resta lo spazio per salutare dopo lunga assenza il ritorno di Andrea in barca con noi, per gli auguri alla sua piccola Estelle che ha "girato" la boa dei tre anni da qualche giorno e per congratularsi infine con Luca Silvestri di Enjoy 2 e con il suo equipaggio pure a nome della Flotta di Roma: gran bel colpo! (3° e 5° posto - ndr.)
Alla prossima giornata, il 6 Novembre
Ultimo aggiornamento (Giovedì 20 Ottobre 2011 15:11)



