Buon successo della giornata di introduzione alla vela

Condizioni meteo perfette e tutto esaurito a bordo dei due J24 utilizzati per l'iniziativa in programma,
con l'equipaggio di Deianira al gran completo a ricevere gli ospiti, Stefano e Vincenzo su Sventola, Roberto, Adolfo e Francesco su Deianira.
(Visitate la photogallery con le immagini dell'evento)
Cinque di Deianira + sette ospiti, molto bene.
Si inizia alle 10, con le prime nozioni fondamentali impartite in banchina, mentre tre dei nostri si occupano del "varo" di Sventola manovrando la gru di alaggio (Deianira è già stata calata il Sabato).
Iniziamo dalla sicurezza a bordo e dai nomi (occorre cancellare la voce "corde" dal nostro vocabolario)
Una barca a vela inizi a possederla dai nomi: le scotte, le drizze, le draglie, il boma, le falchette....
Tutti particolarmente difficili da ricordare, sembrano fatti apposta per complicare la vita ma il bello di questa disciplina inizia da qui e la fatica è ampiamente ripagata, ci potete giurare.
E' rimasto il tempo di illustrare ai magnifici sette la preparazione di Sventola, un ultima occasione per ripassare l'alfabeto appena appreso e di stivare sottocoperta in modo ordinato bagagli, acqua e munizioni da bocca, un articolo questo che scopriamo particolarmente abbondante...
Si parte!
Sui J24 non si sta mai fermi, il tratto che ci separa dalla foce del Tevere viene percorso a motore ed è utile per fare ordine a bordo e per controllare di aver montato tutto correttamente, nulla è lasciato al caso.
Via parabordi e cime d'ormeggio quindi, un occhiata alle manovre ed alle regolazioni prima del momento più atteso, l'issata delle vele.
Muoversi a bordo
Questo breve percorso consente inoltre l'adattamento "dolce" ai movimenti caratteristici di questa piccola imbarcazione, rollate e beccheggi con cui i nostri movimenti dovranno entrare in sincronia.
Vai su di drizza!
Siamo pronti all'issata delle vele, prima la randa che si comporta come un timone aereo (ora la barca è molto più stabile), poi il genoa, la grande vela triangolare di prua (ora la barca è più inclinata e.... il motore non serve più)
Le posizioni sono state assegnate, ora ogni partecipante da svagato e rilassato gitante, si è trasformato a pieno titolo in un membro dell'equipaggio con un ruolo ben preciso ed utile alla navigazione.
A bordo di un J in movimento la concentrazione regna sovrana e dal momento dell'issata la democrazia è temporaneamente... sospesa!
Il comandante ordina le manovre, l'equipaggio esegue a tempo ed è bene che sia così.
Il vento è un libeccio gentile (10 nodi da Sud Ovest), già buono per sensazioni vere, tutti gambe a penzoloni in falchetta a contrastare lo sbandamento, si va di bolina illustrando la tecnica di questa curiosa andatura controvento.
La prossima mossa sarà una virata ed occorre istruire adeguatamente i nostri ospiti alla nuova manovra.
La prima la eseguiremo... morbida, molte altre ne faremo e via via cercando di renderle più rapide in relazione all'apprendimento.
Occorre un tailer!
Eccone uno, le presento mister winch e signora manovella, questa la scotta, (si avvolge in senso orario), lo skipper dice vira, la barca si raddrizza e si cazza!
Tutto qui.
Vira che ti rivira una barca gemella è l'ideale per iniziare a giocare agli incroci, cos'ha la coppa america di diverso?
Alcuni tranquilli, altri moooolto ravvicinati, l'occasione è buona per parlare di precedenze e di "mure" a dritta e a sinistra.
Eccoci di nuovo all'incrocio, la prua di Sventola mure a sinistra è nel mirino, al centro della finestra sul genoa, nella testa del prodiere scatta un meccanismo involontario che lo fa sentire in regata, ora non si fanno prigionieri, si può incrociare avanti e scatta il grido di battaglia: acquaaaa!
Sventola è costretta a poggiare e passare di dietro.... millimetricamente!
Sguardo preoccupato dei partecipanti, risate e sfottò.
Il prodiere si scusa ma l'occhio del timoniere tradisce la tensione, sfottò a parte non li avrebbe mai lasciati passare..
Il mare è piatto e la calura si fa sentire, il programma cosa prevede ora?
Il programma lo inventiamo insieme lì per lì.
S'ammaina il genoa, si calano due cime fuori bordo e si fa il bagno.... alla traina dei due J spinti lentamente di sola randa.
Poi si fa un salto in darsena a Fiumicino per un buon gelato
Recuperate sirene e tritoni e dopo aver dato fondo alle munizioni, l'andatura questa volta è di poppa ed ai nostri non mancherà la prova dello spinnaker.
La manovra di questa grande vela leggerissima è tra le più complicate, l'issata e l'ammainata richiedono la partecipazione attiva e coordinata di tutto l'equipaggio, cercheremo di eseguirla meglio che possiamo.
Occorrono un drizzista, un centrale ed un tailer, timoniere e prodiere saranno quelli di Deianira, analogamente su Sventola.
Istruiti alla bisogna, tutto è pronto per l'issata spi, miracolosamente è buona la prima, ora la velocità è tutta nelle mani del tailer e del timoniere.
Tutti imparano da Adolfo che lo spi fa l"orecchia" e che la magia sta nel saperla contrastare a dovere.
L'andatura di poppa è decisamente meno gradevole della bolina, si rientra più veloci ma la barca procede nella stessa direzione del vento azzerandone l'effetto rinfrescante e si soffre un po' il caldo.
QUi alla virata si sostituisce l'abbattuta, la differenza è che il vento passa da una parte all'altra girando da dietro, il boma che passa veloce sopra di noi è il nemico numero uno da temere, ma i nostri sono catechizzati a dovere, le teste sono basse...
Altro piccolo miracolo all'ammainata, tutto funziona a dovere, ci si infila nel ramo del Tevere noto come Fossa Traianea ed in vista della "passerella" si svolta in darsena per una pausa strameritata.
Alè si ricomincia, via cime e parabordi, su di drizza: si riparte ancora di bolina e questa volta è regata vera, il traguardo costituito dai fanali alla foce del Tevere, due miglia più giù.
Ormai i nostri partecipano compiutamente alla navigazione, non si prevedono virate, il confronto avverrà in angolo e velocità pura.
Deianira oggi non vuol saperne di stringere il vento a dovere e con un angolo così brutto avrà poche speranze, solo dopo aver concesso molta acqua a Sventola riuscirà a trovare una regolazione soddisfacente ed a rimontare, ma troppo tardi.
Sventola vince questo trofeo su Deianira di quattro o cinque lunghezze, i festeggiamenti a tra poco in banchina.
Sono già le quattro passate, il tempo è volato ma resta l'ultima puntata di questo gioco: smontare e rimettere a posto.
Nel frattempo la democrazia è stata ripristinata.
Sembrerebbe la parte meno entusiasmante (non v'è dubbio) eppure non ci si sottrae, l'idea di equipaggio propria di questa disciplina e fortissima su questo tipo d'imbarcazione, corrisponde ad un unità di intenti che sicuramente prosegue almeno fino agli abbracci ed ai saluti.
Il nostro augurio e che vi accompagni anche oltre.
Buon vento.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 15 Novembre 2010 12:45)



